“OVUNQUE ANDRÒ” di Piera Carlomagno: una storia da leggere tutta d’un fiato
Proposto da Valeria Parrella per il Premio Strega 2025, “Ovunque andrò” di Piera Carlomagno edito da Solferino, si snoda tra la ricerca della verità su una morte misteriosa e il racconto di un passato carico di destino e trasformazioni.
Tutto ha inizio in una notte a Pechino, quando dai piani alti del BeiArt una sagoma nera, non ben identificata, precipita al suolo. Si tratta di un uomo, Raniero Monforti, imprenditore italiano, la cui fine improvvisa si trova sospesa tra l’ipotesi di suicidio e quella di omicidio. La principale sospettata è la moglie Tania, che trascorre due anni in attesa della sentenza, ricostruendo, per un immaginario uditorio, il mosaico della propria esistenza e delle vicende che l’hanno condotta fin lì.
Ma la storia affonda le radici molto più lontano, in un luogo evocativo e simbolico: Castrappeso, paese spezzato in due nel 1935 da una frana, evento che segna la sorte del’ intera famiglia Di Salvia e della loro impresa di pellami, ereditata proprio dalla moglie Tania. Questo frammento di Basilicata si intreccia così con la modernità del mondo globalizzato, incarnato dal marito Raniero, ultimo custode dell’azienda, ponte tra un’eredità secolare e il misterioso Oriente.
Il romanzo di Piera Carlomagno colpisce per la sua capacità di trasformare i codici narrativi, alternando la tensione del thriller con la profondità delle saghe familiari. La scrittura, densa e coinvolgente, trascina il lettore attraverso un viaggio nel tempo e nello spazio, rivelando connessioni impensabili tra epoche e luoghi distanti. I personaggi, eccentrici e vibranti, incarnano il fluire del Novecento, portando con sé le sfumature di un’Italia che cambia e di un mondo che si espande.
Tra atmosfere suggestive e colpi di scena, “Ovunque andrò” si impone come un romanzo capace di sorprendere fino all’ultima pagina, dimostrando ancora una volta il talento di Piera Carlomagno nel coniugare intreccio e introspezione, passato e presente, enigma e ricordo.
Il romanzo riesce a unire magistralmente il fascino di un’indagine avvincente con la profondità di una narrazione familiare radicata nella storia e nella geografia italiana. La scrittura di Carlomagno è ricca di dettagli e atmosfere, capace di trasportare il lettore tra mondi lontani e vicende appassionanti. Inoltre, il libro affronta temi universali come l’eredità, il destino e la ricerca della verità, offrendo spunti di riflessione che vanno oltre la semplice trama investigativa. Un’opera che saprà conquistare gli amanti del giallo, ma anche chi apprezza le saghe familiari dense di storia e umanità.
Mauro Galliano